I genitori separati adesso possono richiedere un bonus da 800 euro, ma come funziona veramente? Cosa serve.
Certamente con la separazione in una coppia si creano delle difficoltà in più soprattutto nella gestione economica dei figli. Non a caso la normativa prevede che la parte della coppia con maggiori problemi reddituali abbia diritto a un assegno di mantenimento, specialmente in caso di affidamento dei figli.
L’assegno di mantenimento così garantisce l’ex coniuge in condizioni meno solide dal punto di vista economico. Ma cosa succede nel caso chi debba versare questo assegno non abbia più la disponibilità economica per farlo. Una situazione del genere si è verificata in migliaia di casi durante l’emergenza Covid, al punto che è stato previsto un sostegno pubblico in casi del genere.
Dopo quattro anni sono stati sbloccati i fondi, pari a 8,5 milioni di euro, per il bonus genitori separati (i beneficiari sono oltre 4mila). Il contributo è destinato a chi ha visto diminuire l’assegno di mantenimento durante l’emergenza Covid a causa della riduzione o cessazione dell’attività lavorativa dell’altro genitore.
Il bonus quindi spetta a genitori separati o divorziati (conviventi o no) e sarà versato in una sola rata con un importo pari alle somme non versate dell’assegno di mantenimento, fino alla cifra massima di 800 euro mensili. Il sostegno è versato per un massimo di dodici mesi dall’INPS dopo la verifica dei requisiti necessari da parte del Dipartimento delle politiche della famiglia. Ma vediamo quali sono i cittadini che ne hanno diritto.
Innanzitutto occorre valutare il reddito che non deve essere superiore a 8.174 euro. I beneficiari poi devono risultare essere conviventi con i figli minori o maggiorenni con disabilità grave durante il periodo dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid. Nello stesso periodo i destinatari del bonus devono aver subito una riduzione dell’assegno di mantenimento.
I motivi di questo calo si devono individuare nella cessazione, interruzione, riduzione del lavoro dell’altro genitore tenuto a versare l’assegno di mantenimento. Questa situazione deve essere iniziata dall’8 marzo 2020 e perdurata almeno novanta giorni. Questo bonus spetta anche se l’altro genitore obbligato al mantenimento abbia subito un calo reddituale di almeno il 30 per cento rispetto al reddito dichiarato nel 2019.
Le domande per questo bonus vanno inoltrate all’INPS, mediante le apposite pagine del servizio online. Finora da segnalare che le richieste inviate sono oltre 6mila. Quindi una buona notizia per molti genitori separati dopo oltre quattro anni di attesa.