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Test di medicina aperto ma servirà comunque questo per potervi partecipare

Per quanto riguarda i test di medicina è scoppiata una nuova polemica: sarà sì aperto, ma ci saranno comunque alcuni aspetti da tenere altamente in considerazione e da valutare. Andiamo a vedere i dettagli a tal proposito.

Sin dalla notte dei tempi in Italia uno dei temi più dibattuti e controversi in senso assoluto riguarda la questione che gravita attorno ai test di ingresso per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Dopo che per anni l’ingresso o meno a questi indirizzi universitario era strettamente vincolato ad un test di ingresso, adesso le cose sono cambiate in maniera radicale. Sostanzialmente, però, come sempre accade in questi casi, il provvedimento è risultato essere estremamente divisiva, con l’opinione pubblica che si è spaccata in due metà.

Test di medicina aperto ma servirà comunque questo per potervi partecipare (Scienzafisica.it)

In passato la polemica era tutta relativa al fatto che il test di ingresso non fosse nello specifico su competenze legate alla facoltà di Medicina o di Veterinaria in sé. Come è anche normale che sia, visto che si tratta di materie che non rientrano in nessun percorso di studio superiore. In tal senso, però, con la novità introdotta si garantirà l’accesso libero e la selezione sarà poi basata sul merito accademico. Andiamo a vedere nel dettaglio come funzionerà.

Addio al test di medicina: ecco come avverrà adesso la selezione

Per l’anno accademico 2025/2026 è previsto che gli studenti si possano iscrive al primo semestre di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, come detto, senza nessun test di ingresso. Gli studenti in questo semestre affronteranno esami fondamentali come Biologia, Chimica, Fisica Medica e Anatomia. I risultati conseguiti andranno poi a determinare una graduatoria su scala nazionale che decreterà chi potrà continuare ad inseguire questo sogno e chi no. Basandosi solo sul merito accademico.

Addio al test di medicina: ecco come avverrà adesso la selezione (scienzafisica.it)

Bisognerà, infatti, andare a collocarsi in una posizione utile per poter avere accesso al percorso completo in Medicina, Odontoiatria o Veterinaria. Ma che cosa accadrà a tutti gli esclusi? I crediti formativi acquisiti saranno poi riconosciuti per altre facoltà vicine, come Biologia, Biotecnologie, Scienze Infermieristiche o Farmacia. Il sistema mira, in questo modo, ad evitare una fuga di coloro i quali non riescono ad entrare nella facoltà dei loro sogni e per questo decidono di non continuare la carriera accademica.

L’idea alla base di questa misura è quella di andare a colmare una delle più grande problematiche del Sistema Sanitario Nazionale. Vale a dire l’assenza di medici. In tal senso, secondo le stime fatte dal Governo, grazie a questo sistema si stima che entro il 2030 il numero di medici formati aumenti del 20-30%. Se una parte della popolazione ha reagito positivamente a questa misura, una rimanente parte teme che il sovraffollamento possa abbassare il livello della formazione.

Gaetano Pantaleo